Ai Promessi Sposi
Il ricettario dello storico ‘bacaro’ di Venezia
oltra a essere un’osteria storica di Venezia è anche un’esperienza autentica
Se c’è una cosa che non manca a Venezia sono le osterie. Chi desidera mangiare un cicchetto, come nel dialetto locale vengono chiamati gli stuzzichini, bere un’ombra, ossia un bicchiere, un goto, di vino, pranzare o cenare gustando i cibi della tradizione ha sicuramente un’ampia scelta.
Dai bàcari, le osterie appunto, ai ristoranti, l’enogastronomia locale si esprime in numerose proposte. Se poi volessimo fare un salto nel passato della città scopriremmo una lunga lista di declinazioni dei locali in cui i veneziani e i foresti si rifocillavano e socializzavano. [guarda qualche ricetta]
Ai Promessi Sposi di Caio e Nicola, al secolo Claudio Furlanis e Nicola Bedin, è un’osteria storica di Venezia a pochi passi da campo SS. Apostoli nel popolare sestiere di Cannaregio – per la precisione nella stretta calle de l’Oca – un luogo in cui si torna. La selezione accurata delle materie prime e la scelta dei piatti a menù vanno a braccetto con l’accoglienza e l’ambiente familiare.
Secondo le fonti documentali si può farne risalire la nascita oltre 100 anni fa. Compare infatti, nella sezione Vini e Liquori della Guida commerciale, industriale, amministrativa, artistica della città e provincia di Venezia del 1923.
Il libro ci svela anche l’origine del nome, che corrisponde alla memoria tramandata nel corso dei decenni. La citazione manzoniana sembra derivi dai primi proprietari, due giovani morosi, ossia fidanzati, che per varie traversie erano continuamente costretti a rimandare le nozze. Di buon auspicio in tal senso il logo, in cui un pesciolino che quasi si avvolge intorno a un calice di vino fa pensare alla nota marca tipografica di Aldo Manuzio – tra i maggiori editori di ogni tempo, attivo a Venezia tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento – il cui motto invitava ad agire sì con cautela, ma senza indugi.
All’inizio il menù è contenuto: 4 primi, 4 secondi, 4 tipi di vino bianco e 4 di rosso. Scritto su carta, oggi come allora, parla di regionalità e stagionalità, di scelta puntuale degli ingredienti e cura nella presentazione, di abbinamenti di gusti e sapori che dalle terre venete strizzano l’occhio al Meridione, senza leziosità o intento alcuno di seguire le mode del momento.
Pasta, pesce, carne, formaggi e verdure scelti tra le eccellenze della produzione, locale e non, per dei piatti che prima di essere proposti al pubblico devono convincere tutto lo staff oltre al cuoco che li ha pensati e realizzati. Lo stesso vale per la cantina, che nel tempo si è ampliata grazie a una ricerca costante ma, anch’essa, sempre all’insegna della genuinità.
Questo libro, che raccoglie il meglio delle proposte dell’osteria “Ai Promessi Sposi”, è un invito a provarle mettendo in azione tutti i vostri sensi e dando spazio alla curiosità.
© Nicola Bedin e Claudio Furlanis, tutti i diritti riservati.
Progetto editoriale di Xiao Mei Hu.
Testi e ricerche di Barbara Colli.
Illustrazioni di Roberta Boncompagni.
Stampato per conto di ODE Multichannel Editions & Communications, Treviso, dicembre 2024.
ISBN 979-12-985236-0-9
