La Mitologia Nordica

ODE Multichannel blog, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione

di Filippina Arena

I Vichinghi e la loro incredibile espansione

(nell’immagine: Scacchi norreni, provenienti da un tesoro vichingo, Isola di Lewis, Scozia. Credits: CM Dixon/Print Collector/Getty Images)

Chi erano i Vichinghi

Le 4 Fasi della loro Espansione

Vita e Attività

Commercio e Religione

Cosmogonia

Le Rune

Chi erano i Vichinghi?

“Saccheggiatori e poeti, ma anche guerrieri e artisti d’una sensibilità struggente, quasi ipnotica. Condottieri e strateghi per terra e per mare, spesso mitizzati e denigrati, considerati barbari privi di sensibilità alcuna, i Vichinghi rimangono fra i più atavici fondatori dell’Europa moderna”

(Thoms Hedlund, Mitologia norrena)

Il nome Vichinghi deriva da vìkingr composto da vik, fiordo, e ingr, suffisso che indica senso di appartenenza: tradotto significa “quelli che provengono dai fiordi”. Invece, secondo la versione derivata dall’etimologia britannica, il nome significa pirata. In entrambe le versioni il nesso consiste nell’indicare la provenienza, nel primo caso, e la loro identità nell’altro. Furono considerati Pirati perché, vivendo nella regione scandinava molto fredda, non potevano praticare l’agricoltura – se non in periodi molto brevi, d’estate – per cui verso il 790 d.C., per procurarsi il cibo, cominciarono a espandersi spingendosi dapprima verso Nord e poi verso Est contaminando con i loro costumi la Russia, assediando paesi ed effettuando feroci incursioni, saccheggi e razzie ai danni delle popolazioni.

Le cause della loro espansione furono principalmente l’aumento di popolazione, le carestie e il bisogno di abitare luoghi con clima più temperato. Vi è inoltre una ragione particolare: la scoperta di nuove rotte commerciali nel nord dovuta all’indebolimento della flotta di Carlo Magno. Quest’ultimo aspetto procurò ai Vichinghi la possibilità di impossessarsi di beni di consumo e oro, inducendo altri conterranei a partire per spingersi verso Inghilterra, Irlanda, Scozia, Francia e Spagna e, passando per lo stretto di Gibilterra, verso il Bosforo Turco, dove nel 860 d.C. assaltarono Costantinopoli. Intorno al 1000 d.C. arrivarono anche in Italia, in Sicilia, Calabria e Puglia.

ODE Multichannel blog, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, nono-undicesimo secolo
(Mappa delle rotte delle incursioni vichinghe in Europa e delle rotte commerciali e degli insediamenti norreni in Europa, Groenlandia e Nord America, da Encyclopedia Britannica, 2020).

La maggior parte degli studiosi afferma che tutte le popolazioni venute a contatto con i Vichinghi apprezzarono e imitarono la loro cultura, assumendone o imitandone tradizioni, abitudini, modelli sociali. Il loro vocabolario nautico divenne standard in ogni paese del mondo.

Le 4 Fasi della loro Espansione

  1. La prima fase, dall’800 all’850 d.C., fu caratterizzata da saccheggi e razzie casuali ai danni di villaggi, monasteri, abbazie.
  1. La seconda fase, tra l’850 e il 900 d.C., fu determinata invece da conquiste e spedizioni più organizzate, durante la quale impararono a intimorire psicologicamente i nemici con le urla e il clamore delle armi. Effettuavano agguati veloci e corpo a corpo. 
  1. La terza fase, tra il 900 e il 980 d.C., vide la colonizzazione di nuovi territori, fasce costiere dell’Inghilterra e Irlanda meridionale, alcune regioni slave, come l’attuale Ucraina. Va precisato che i Vichinghi, insediandosi nei nuovi territori, furono rispettosi degli usi e costumi locali e provvedevano alla difesa delle “nuove patrie”.
  1. La quarta e ultima fase si svolse tra il 980 e il 1050 d.C., durante la quale i danesi si spostarono a Nordovest e gli svedesi a Sudest verso l’Asia.

La Società Vichinga

 I Vichinghi vivevano in piccoli insediamenti agricoli retti da un capo che possedeva gran parte della terra e, agli inizi dell’epoca vichinga, il potere era in mano a un ristretto numero di famiglie, specialmente in Danimarca, la prima a darsi un Re verso il 900 (Neil Grant, I Vichinghi). In genere il Principe del luogo era sovrano e capo guerriero al vertice della piramide sociale. Seguivano i nobili, Jarl quindi gli uomini liberio Karl e in ultimo gli schiavi catturati durante le razzie.

Le leggi non scritte erano costituite dagli usi popolari e dal giudizio del capo. Inoltre sancivano accordi commerciali, combinavano matrimoni e scambiavano pettegolezzi. Il “Jonsbok”, il primo codice scritto, risale a 200 anni dopo la fine dell’epoca vichinga e fu compilato in Islanda.

ODE Multichannel blog, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, piramide sociale
(Rappresentazione piramidale della gerarchia sociale vichinga. Image source: pt.slideshare.net)

La piramide sociale era un’istituzione che accompagnava i Vichinghi nelle loro migrazioni. Ma con l’avvento della monarchia perse potere. Le faide e gli omicidi essendo molto frequenti, venivano risolte con un risarcimento danni. La sentenza era affidata al giudizio di Dio (ordalie) ed espresso di fronte al Thing, ovvero l’Assemblea degli Uomini Liberi. Tutti i Thing si riunivano ogni estate a Thingvellir in Islanda, in una assemblea nazionale detta Althing – definita da molti il primo parlamento del mondo – agli ordini di un presidente eletto, la Voce della Legge, cui era affidato il governo.

Come vivevano i Vichinghi?

Le case erano costituite da una fattoria centrale di forma rettangolare, la boer, costeggiata da muri in torba. Intorno sorgevano tante altre unità abitative, ciascuna deputata a una diversa funzione sociale; per gran parte si trattava di laboratori di fonderia per forgiare le armi, altri erano usati per la fermentazione della birra o per la stagionatura dei formaggi.

ODE Multichannel blog, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, villaggioAl centro dell’edificio principale era la stofa, la pianta dell’edificio a forma rettangolare dove abitavano i membri del clan. Era un ambiente chiuso con delle fessure al posto delle finestre, per proteggersi dal freddo. Al centro era acceso un grande focolare dove si riscaldavano e cucinavano. Nelle stofe più grandi veniva costruito un soppalco, destinato a donne e figli, ed erano spesso dotate di sauna.

Adiacente alle mura si ergeva una fitta rete di travi, che consentivano di entrare in due spazi paralleli muniti di cassapanche, che servivano di giorno per sedersi e la notte per dormire. All’interno delle panche venivano conservati panni e tessuti in lana di pecora per coprirsi durante la notte. Il ondvegi, un sedile sopraelevato, distanziava ogni fila di panche e poteva essere occupato da un capofamiglia o da ospiti di riguardo. La pavimentazione era in terra battuta, spesso coperta da un rivestimento, il golf, e una serie di lampade a olio poste su pali piantati in terra illuminava l’abitazione. Il resto dello spazio abitativo era vuoto e gli unici arredi erano rappresentati da pelli di vario genere e arazzi che le donne tessevano a telaio.

Questi appena descritti erano gli unici abitati. Non si costituirono mai villaggi o città.

Di cosa vivevano i Vichinghi?

I Vichinghi vivevano prevalentemente di agricoltura e coltivavano cereali: orzo, usato in prevalenza per preparare birra e pane, l’avena, la segale,e fieno come foraggio. Poi ancora ortaggi e legumi come fagioli, cavoli, piselli e cipolle. Raccoglievano bacche ed erbe selvatiche, nocciole. E siccome bevevano idromele è presumibile che fossero apicoltori. Inoltre piantavano alberi di pesche e prugne. Il frumento era coltivato solo in Danimarca dove il clima era più mite. Allevavano bovini e cavalli di cui mangiavano la carne, pecore dalle quali ricavavano latte, carne e lana, oltre a pollame, maiali e capre.

La pesca era un altro elemento fondamentale della dieta dei Vichinghi, perché la maggior parte di essi viveva sulle vicinanze del mare, di laghi e fiumi, e infine la caccia forniva loro renne e alci. Quelli che abitavano all’estremo nord, cacciavano uccelli acquatici, foche e trichechi, raccoglievano crostacei e uova di uccelli. Tutti i cibi erano accompagnati da birra.

Abbigliamento

ODE Multichannel blog, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, come vestivanoI vichinghi tenevano molto all’abbigliamento. I vestiti venivano realizzati con lana di pecora dapprima cardata e poi tessuta con l’uso di un telaio verticale. Le donne usavano una sottoveste con sopra un grembiule lungo fissato alle spalle da due fermagli. Gli uomini portavano calzoni lunghi o alla zuava e sopra una casacca coperta da un mantello. Per ripararsi all’esterno tutti portavano mantelli pesanti.

Le calzature venivano realizzate con un unico pezzo di pelle allacciate alla caviglia. Gli uomini portavano anche stivali. Il tutto era abbellito da gioielli – collane, bracciali, spille – che, a seconda del rango, erano realizzati con vetro, bronzo e oro. La quantità di pettini rinvenuti suggerisce che donne e uomini portavano capelli lunghi ben curati.

L’educazione dei figli

 La famiglia era poteva essere composta da genitori, nonni, figli, parenti di vari gradi e schiavi. Tra i bambini vi era un alto tasso di mortalità. Talvolta i genitori lasciavano morire al freddo un figlio indesiderato e i più poveri li vendevano come schiavi, altre volte venivano mandati a vivere in famiglie di parenti, specie i maschi. Non essendoci scuole, i bambini apprendevano dai genitori come coltivare i campi e accudire il bestiame, costruire case e manovrare imbarcazioni, cacciare, pescare, combattere. Le femmine imparavano ad accudire la casa, tessere e badare alla fattoria.

I vichinghi sopperivano alla mancanza di libri raccontando storie ai figli. La narrazione era affidata ad un narratore professionista, che trasferiva con i suoi racconti la conoscenza delle tradizioni. Quanto ai giochi i bimbi usavano modellini in legno di barche, animali, utensili e spade. Sono stati rinvenuti altresì giochi da tavolo e dadi. Praticavano molto sport, come il nuoto e giochi a palla. I ragazzi dovevano crescere in fretta e le ragazze si sposavano all’età di 15 anni.

Attività

Da abilissimi navigatori, I Vichinghi costruivano ottime navi realizzate in legno di quercia o di abete. La qual cosa li rendeva anche ottimi artigiani. Le navi più famose erano le galere, imbarcazioni lunghe da guerra con pescaggio poco profondo, in modo da poter navigare anche in acque basse, che potevano raggiungere i 10 nodi. Avevano un’unica vela rettangolare che permetteva all’equipaggio di guidare la nave vicino alle coste o lungo i fiumi. Terminava a punta da entrambe le estremità, mentre l’alta prora veniva decorata con motivi a testa, specialmente di drago, per intimorire l’avversario.

Costruivano inoltre navi merci, mentre quelle destinate al trasporto delle persone erano più larghe e profonde. Avevano infine traghetti e barche a remi di piccolo cabotaggio. Le navi vichinghe erano molto resistenti e ciò era dovuto alla chiglia flessibile.

ODE Multichannel blog, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, navigazione
(Museum of the Viking Age, Photo: AART architects)

L’orientamento nella navigazione era eseguito seguendo il Sole e le stelle, ma usavano quasi certamente anche una specie di sestante, che misurando l’altezza del sole rispetto all’orizzonte permetteva di calcolare la latitudine. A terra invece si spostavano su carri, slitte, a cavallo o a piedi. Camminavano lungo sentieri e, nelle zone paludose, stendevano ramaglie mentre in quelli più trafficati costruivano carreggiate di legno per consentire il passaggio dei carri. Per camminare sulla neve usavano sci di legno o pattini di osso.

Si divertivano praticando sport, caccia, pesca, lotta, corse con i cavalli, tiro con l’arco e giochi con palla e giochi da tavolo, come gli scacchi. I Vichinghi amavano molto la musica che suonavano con l’uso di tamburi, corni, flauti di legno, arpe e lire, armoniche a bocca. Tutto veniva tramandato oralmente – considerato che pochi sapevano leggere e non esistevano libri nel senso proprio del termine. E tuttavia essi praticavano una forma di scrittura mediante le lettere runiche, di cui abbiamo scritto nella parte II dell’articolo.

Commercio

Come abbiamo detto, nella Scandinavia dell’ottavo secolo esistevano solo piccoli insediamenti agricoli, ma già a quell’epoca gli abitanti commerciavano con le popolazioni confinanti dell’Europa nordoccidentale, arrivando fino alla Groenlandia. Un luogo importante nello Yutland divenne subito un nodo commerciale; all’inizio si trattava solo di un mercato, ma presto vi sorsero botteghe e servizi, che lo trasformarono presto in una vera e propria città chiamata Hedeby.

I mercati sorgevano vicino al mare o ai fiumi, per facilitare il trasportare delle merci. Quando si tenevano mercati nel periodo invernale, i trasporti avvenivano via terra tramite carri e slitte. I Vichinghi vendevano per lo più pelli di animali e pellicce, ambra, ma anche schiavi in cambio di argento e beni di lusso come i vetri della Germania, i monili o il vino dal meridione d’Europa. Per lo scambio, non avendo moneta usavano dei pesi. Particolarmente proficuo era il commercio con l’Oriente. Esportavano pellicce, pelli, grasso di foca, zanne di tricheco, ambra, in cambio di argento, sete, monili,spezie, statuette di Buddha.

Molti guerrieri Vichinghi detti variaghi, furono impiegati come guardie del corpo dell’imperatore Bizantino. Arrivarono a Costantinopoli passando per la Rus, stato embrione di quella che divenne la Russia, e insieme agli Slavi fondarono città come Kiev e Novgorod.

Religione

 I Vichinghi erano politeisti. Ogni divinità presiedeva un’attività umana: Odino era il dio della guerr della poesia e della saggezza. Thor, suo figlio era una divinità guerriera, ma più vicino alla gente comune. Adoravano altri esseri soprannaturali oltre alle divinità. Le Norne, dee del fato, le Valchirie, vergini guerriere che accompagnavano i guerrieri morti in battaglia nel Walhalla – il palazzo dove abitava Odino nell’Asgad, l’Olimpo scandinavo), Loki e suo figlio, cattivi e astuti, il serpente Lörmungard, il lupo Fenir, oltre a tutta una serie di giganti, spiriti, mostri, elfi e gnomi.

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(Religione norrena e siti rituali in Scandinavia tra il VI e XI secolo, Lars Jørgensen)

Riguardo alla morte i Vichinghi credevano che dopo la sepoltura iniziasse un lungo viaggio verso l’aldilà. Pertanto il morto veniva sepolto con tutti gli oggetti necessari alla sopravvivenza, a volte assieme a un cavallo e una serva. I nobili venivano deposti in una nave tumulata che veniva poi incendiata o spinta in mare. La più ricca nave mortuaria rinvenuta è quella di Osegerg, contenente due resti umani (donne, forse regina e serva) e moltissimi oggetti di valore.

Dopo l’anno 1000 cominciò la conversione al Cristianesimo. Una volta  saccheggiato e distrutto abbazie e monasteri e dopo aver ucciso tanti monaci e sacerdoti i Vichinghi col tempo capirono che era conveniente per i loro scambi commerciali convertirsi alla nuova religione.

Il monarca Olaf Tryggvessön obbligò i suoi sudditi alla conversione, ma dopo la sua morte questi tornarono alla religione tradizionale. Fu durante il regno di Aroldo Olafsson tra il 1015 e il 1030, che il Cristianesimo si affermò definitivamente, dopo un’iniziale convivenza tra riti pagani e cristiani. Le prime conversioni avvennero in Danimarca e successivamente seguirono la Scandinavia e la Norvegia. Furono costruite molte chiese, generalmente in legno e a base quadrata.

Espansione dei Vichinghi

Alla fine del VIII secolo i Vichinghi cominciarono ad assaltare le coste europee. Iniziarono con la scorreria contro il monastero di Lindisfarne, in un isolotto dell’Inghilterra settentrionale. Si muovevano da principio in bande disorganizzate depredando soprattutto oro e argento. Verso il IX secolo si organizzarono in veri e propri eserciti e attaccavano centri mercantili e grandi città.

Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, primo attacco alle coste europee

Tra i guerrieri vanno ricordati i guerrieri-orso “ beserker” spinti da una furia indomabile e distruttrice. Erano seguaci di Odino. Gli altri guerrieri facevano poco affidamento su di loro perché erano ingovernabili.

Con il crollo dell’impero di Carlo Magno diviso in tre parti fra i figli del re, molti feudatari e sovrani europei riuscirono a patteggiare con gli invasori concedendo loro terre e in cambio i Vichinghi presero a difendere i francesi da altri invasori. Ma i Nordici non si fermarono alla Francia, si spinsero fino alla Groenlandia dove stanziarono per circa 400 anni coltivando terre e allevando animali. E ancora in Islanda, sulle coste, e in America settentrionale, dove la colonizzazione durò pochi anni perché furono respinti dagli abitanti del luogo.

I vari feudatari vincolati dalla dipendenza/obbedienza all’imperatore iniziarono a seguire i propri interessi personali e ciò permise ai Vichinghi di assalire e depredare città. Risalendo il corso della Loira e della Senna arrivarono a Parigi e nel 911 il re francese offrì ai Vichinghi guidati da Rollone un territorio vicino alla Senna. I loro discendenti furono chiamati Normanni. Diversi sovrani cercarono di venire a patti con gli invasori, ma erano tregue temporanee perché i Vichinghi ritornavano e depredavano.

Cosmogonia

“ Al principio era il tempo, Ymir vi dimorava. Non c’era sabbia né mare né gelide onde. Non c’era terra né cielo in alto: un vuoto si spalancava e in nessun luogo erba”, era solo “un mondo nebbioso e un universo di fuoco in costante divenire” la nebbia era spessa e fangosa. Era uno spazio vuoto e a sud sorgeva il fuoco chiamato Msuspell. Nel punto in cui la nebbia brucia nel fuoco stava Surt, un essere esistente prima degli dei.
(Thomas Hedlund , “Mitologia norrena”, 2022)

Tra il mondo della nebbia e quello delle fiamme si apriva uno spazio vuoto. Ma nel punto cui il ghiaccio del Nord, sorto dalla solidificazione di corsi d’acqua velenosi, incontrava il fuoco del Sud, comparve la vita. Dopo un po’ apparve una grande mucca priva di corna che il gigante chiamò Audhumla. La mucca leccando con la lingua le fredde superfici dell’universo, generò prima i capelli di un uomo, poi la testa e il terzo giorno il corpo: nacque Buri.

E mentre Ymir riposava, dopo aver mangiato, nel sonno partorì un gigante a sei teste mentre dall’ascella sinistra nacquero un gigante e una gigantessa. Buri poi sposò la prima gigantessa: da essi nacque Bor che sposò Bestla, figlia di un gigante e dall’unione nacquero Odino, Ve e Vili. Quando i tre fratelli divennero adulti capirono subito che la loro vita era destinata a finire nel vuoto cosmico. Allora decisero di uccidere Ymir perché solo cosi avrebbero dato vita ai mondi. Dal corpo frantumato di Ymir nacquero il Cielo e la Terra. Dalle sue ciglia sorse la terra di mezzo sita al centro del mondo e fu chiamata Midgard.

Ma dal corpo di Ymir si generarono tanti vermi oscuri ai quali le tre divinità diedero un aspetto antropomorfo generando così la stirpe dei nani: quattro di loro furono posti ai quattro angoli del mondo con lo scopo di sostenere la vota celeste. I loro nomi erano Nordri, Sudri, Austri e Vestri,da cui derivarono i 4 punti cardinali. Mentre camminavano fra piante e alberi, i tre fratelli si imbatterono in alcuni tronchi di frassino e olmo: Odino e i due fratelli decisero di infondere loro il primo respiro e così nacquero il primo uomo e la prima donna, per volontà degli dei Ask ed Embla.

Al centro dell’universo stava l’albero, il frassino che regge i mondi e ai suoi piedi sorgeva la fonte del destino, Urdarbrunnr intorno alla quale si fermarono le tre Norne: Urd (che conserva il nostro passato), Verdandi (detiene quel che è in divenire) e Skuld (quel che è previsto). Odino, desideroso di impossessarsi della Verità andò da Volva – la veggente che conosce il destino e vede ogni cosa – e Volva gli raccontò la storia della Fonte. Odino era andato dallo zio Mimir, anch’egli detentore della conoscenza eterna, quella cioè che consente di accedere alla verità suprema, all’ordine cosmico e a tutte le regole che governano la natura, e per ottenere questa conoscenza avrebbe dovuto bere alla Fonte sita ai piedi dell’albero del mondo, il frassino cosmico Yggdrasil. Dopo varie richieste lo zio intimò ad Odino di gettare un suo occhio nella fonte. Così Odino prese un coltello, si tolse un occhio e lo gettò nella fonte. Quindi prese il corno magico lo riempì dell’acqua della Fonte, bevve e subito ebbe conoscenza di tutto.

Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, cosmogoniaDopo aver ascoltato la storia, Odino vuotò il contenuto della sacca che portava, dicendo: “ecco la profezia”, a cui Volva rispose con la profezia: “Vedo tuo figlio macchiato di sangue. Egli verrà ucciso e la sua morte sarà vendicata da tuo fratello Vali”. Dopo ciò la veggente sprofondò negli abissi da cui era venuta. Moltissime sono le vicende delle divinità, caratterizzate sempre da metamorfosi mostruose, fatti paurosi, uccisioni feroci e nascite incredibili. Le vicende degli dei narrano il passato ma esistono anche vicende che riguardano il futuro.

La fine del mondo: il Ragnarok

Cosi racconta Heimdall: L’inizio della fine avverrà in inverno, un inverno terribile, freddissimo e prolungato, chiamato  Fimbulwinter, che porterà morte agli uomini, animali, piante. Ci saranno uccisioni dei figli da parte dei padri, uccisioni fra fratelli e sorelle. Un vento violentissimo distruggerà tutto. Ci sarà poi un’esplosione e tutto si tramuterà in cenere.

Coloro che riusciranno a sopravvivere vivranno come bestie e tutto sarà avvolto da una nebbia fitta, solida e grigia. Poi la neve coprirà ogni cosa seguita da un gelo terrificante. Le morti seguiranno alle morti. Quindi arriveranno terremoti spaventosi che distruggeranno ogni cosa e ogni luogo sarà inghiottito nella profondità della terra.

Il grande lupo Fenrir si libererà dalla sua prigione e con le sue immense fauci cercherà vendetta. La mascella superiore raggiungerà la vota celeste, mentre quella inferiore raggiungerà la terra divorando ogni cosa e lasciando così un grande vuoto.

A un certo punto il cielo si dividerà in due, così che i giganti, figli di Muspell, al comando di Surtr, signore del fuoco, riuscirà ad entrare nel reame di Asgar. Il messaggero degli dei, Heimdall vedendo ogni cosa sarà preso dal terrore e suonerà il corno Gjallerhom, secondo l’ordine dato da Odino che risponderà per raggiungere il punto d’incontro designato e con un cavallo dalle otto gambe. Ma prima dovrà consultarsi con l’anima dello zio il cui corpo  giace alla fonte della saggezza di Mimir, che darà i suoi consigli; quindi si recherà sul luogo di battaglia insieme al figlio Thor. Al principio della battaglia Odino si scaglia contro il mostruoso lupo Fenrir, Thor contro il serpente velenoso. Odino morirà sotto le fauci del cane. Thor taglierà la gola al serpente ma sarà colpito dal potente veleno schizzato dalla corpo di questi. Odino sarà però vendicato da figlio Vidar che riuscirà ad uccidere Fenrir. Alla fine il gigante delle fiamme Surtr si alzerà sopra tutta la piana di battaglia e trasformerà ogni cosa in cenere.

Le Rune e il loro potere magico

 La parola Runa significa mistero e segreto e la loro origine è così incerta che gli studiosi ancora dibattano sull’attribuzione corretta. L’alfabeto usato dai popoli nordici era l’alfabeto runico Futark, nome che aveva origine dalle iniziali in sequenza delle prime sei Rune che lo componevano: Fehu, Uruz, Thurisaz, Anzuz, Raido, Kaunaz. Il Futark più antico risale al V sec. d.C. ed era composto da 24 rune. Ogni runa era rappresentata da un segno al quale corrispondeva un suono.

“Ogni Runa è la sintesi di profondi segreti che appartengono alla Terra. Per usare le rune occorre conoscerle e per conoscerle occorre scoprirle un poco alla volta, attraverso i loro significati e i loro aspetti. Come un diamante prezioso le Rune hanno mille sfaccettature e possono essere utilizzate in situazioni e per fini molto diversi”. (Rune, Bianca Luna, 2021)

Infatti per poterle leggere è necessario tener conto della loro essenza, quello che Bianca Luna chiama carta di identità, perché ne svela il significato profondo di messaggio, cioè quello che essa ci dice sulla situazione che stiamo vivendo e i consigli per meglio sfruttare le energie della runa. L’avvertimento, i pericoli che possiamo incontrare se usiamo senza consapevolezza le energie della Runa, le nostre tendenze negative; il talismano ovvero l’impiego magico della runa, e infine tutte le domande che possono sorgerci riguardo al loro significato.

Fehu
Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, runa Fehusi pronuncia F, è la prima Runa. La sua essenza è legata agi inizi, alle novità. È legata altresì alla ricchezza, alla fertilità, all’abbondanza, alla buona salute. Il messaggio è quello di indicare le buone opportunità per appagare i nostri desideri. Ci avverte circa il rischio di diventare troppo arroganti e rimanere umili e dignitosi nel rispetto di chi ci sta intorno. Il talismano dice che ci rende forti e pieni di intelligenza pratica. È simbolo di fertilità, utile per gli artisti in cerca di ispirazione e per le donne che vogliono diventare madri.

 

 

Thurisaz
Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, runa Thurisazsi pronuncia TH. Significa spina. Chi si punge con la spina si fa male e tramite il dolore fa un passo avanti nella conoscenza di sé e del mondo. Essa ci spinge ad approfondire le cose facendo esperienza del mondo e ad usare l’intelligenza per eliminare l’ignoranza ed evitare le illusioni del mondo. Ci invita alla vigilanza. Ci avverte riguardo alla duplice tendenza che è in noi: la seduzione del futuro e l’attaccamento al passato, pertanto prima di agire dobbiamo riflettere. Il talismano è garante di lucidità e capacità di saper ben distinguere nelle nostre scelte.

 

 

Ansuz
Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, runa Ansuzsi pronuncia A e significa Bocca. La sua essenza sta nel linguaggio e nella comunicazione. Riguarda gli insegnamenti che si trasmettono per via orale, la saggezza antica. Il messaggio contiene la sua apertura al mondo e un modo per farci apprezzare e discutere di progetti in comune con gli altri, senza prevaricarli. È l’occasione per programmare il futuro. Ci avverte però di evitare incomprensioni e fraintesi e raccomanda di essere chiari precisi efficaci nell’uso delle parole. Il talismano dà chiarezza lucidità, empatia ed è utile a chi svolge attività a contatto con la gente.

 

 

Kaunaz

Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, runa Kaunazsi pronuncia K o C dura. Significa fiaccola. La sua essenza è legata al fuoco, inteso sia come passione, calore, comprensione, compassione, sia come distruzione, malattia, stato di agitazione.. Il messaggio di cui è portatore indica un momento di cambiamento, in particolare quando nella nostra vita appare qualcosa di nuovo e che abbiamo desiderato intensamente: l’innamoramento ad es. come anche nuove sfide che desideriamo affrontare. Ci avverte tuttavia che, essendo le passioni pronte a divampare, dobbiamo stare attenti a che tutto sia sotto controllo e corriamo il rischio di perderlo, come negli accessi di collera. Questa pur essendo un fatto umano può essere mitigata sviluppando compassione e comprensione per gli altri. Si può imparare inoltre dai nostri errori. Questa runa ci rende forti, passionali,stimola i nostri desideri e dà lucidità mentale.

Wunjo

Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, runa Wunjosi pronuncia W e significa gioia. Gioia, benessere pace domestica, senso di appartenenza, aiuto reciproco ma anche, al contrario, solitudine, tristezza, senso di esclusione, senso di sradicamento. Il suo messaggio infatti ci riporta alle nostre radici, all’amore per la famiglia intesa anche come base di tutti i nostri rapporti sociali. E sono proprio le radici il nostro punto di partenza che ci spronano ad andare avanti anche quando ci troviamo di fronte ad esperienze negative: questo il principale avvertimento unito a quello di trovare in sé la gioia e la serenità per affrontare il futuro e aprirci all’amore. Il suo talismano, stimolando comprensione e armonia, aiuta ad avere ottimi rapporti in famiglia ed è sicura protezione per le coppie.

 

Nauthiz
Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, runa Nauthizsi pronuncia N. Significa Necessità. Bisogno necessità ma anche insegnamento disciplina in quanto ci insegna che le esperienze anche quelle negative ci possono sempre insegnare qualcosa sopratutto l’accettazione del proprio destino e il volgerlo a nostro favore con tenacia e umiltà. Il suo messaggio è quello di trasformare le dure prove della vita in positività. Ciò comporta l’uso di forza interiore e rigore con se stessi e con gli altri. Ci avverte inoltre che se un atteggiamento è portato ad estreme conseguenze può rasentare il fanatismo.  Coerentemente al messaggio il talismano ci aiuta a superare ogni difficile prova con forza d’animo e spirito di sacrificio. Sviluppa infine altruismo e compassione per gli altri.

 

Jera
Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, runa Jerasi pronuncia J o Y. Significa Anno. È legata al ciclo delle stagioni, in particolare alla mietitura e per questo rimanda all’abbondanza e alla felicità. Per questo dobbiamo godere di ogni momento della nostra esistenza. Il messaggio è quindi quello di godere del presente e guardarsi intorno per cogliere tutti gli aspetti positivi della realtà contemplandone soprattutto la bellezza.  E per questo che l’invito è quello di accontentarsi e godere di quello che si ha, senza farsi dominare dall’ansia e dall’avidità. E quindi il suo talismano ci dice di accettare serenamente l’alternarsi dei cicli delle vita e il cambiamento in generale.

 

 

Eihwaz

Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, runa Eihwazsi pronuncia E. Significa Cavallo. È la runa del viaggio, sia fisico che metaforico, nel senso del progresso e dell’importanza di trovare un proprio posto nel mondo. Riguarda l’indipendenza di ciascuno di noi e lo sforzo per conquistarlo. Rappresenta l’energia per aprirsi al mondo uscendo da se stessi. Pertanto ci induce all’azione ed esalta le nostre potenzialità per metterci alla prova e utilizzare tutte le nostre capacità nascoste. Naturalmente ci avverte di non fermarci su noi stessi. E ci mette in guardia dal desiderare di non voler ottenere una cosa ad ogni costo. Il suo talismano è la protezione dei viaggi e ispira velocità nell’azione nella vita di tutti i giorni. Per la sua apertura al mondo ci rende solidali con gli altri.

 

Mannaz

Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, runa Mannazsi pronuncia M. Significa Umanità. Riguarda i rapporti tra gli uomini, in particolare quelli con la famiglia perno della società. Per questo la sua energia si basa sulla potenza della collettività, intesa come grande famiglia. Il suo messaggio ci spinge a credere in una mente universale che la comprende tutti. Quindi la comunicazione e lo scambio, i legami di sangue e quelli sentimentali, l’amicizia e l’aiuto reciproco sono il fondamento del vivere quotidiano. Ovviamente la chiusura in se stessi è ciò che non va fatto. Attingere alle potenzialità della nostra vita, soprattutto nei momenti più bui è necessario avendo sempre l’occhio aperto agli altri. Il suo talismano è la compassione, l’empatia. Ci rende forti nei momenti emotivamente difficili. Pertanto ha una valenza terapeutica.

 

Odin

Italian Directory article, Mitologia Nordica, I Vichinghi e la loro incredibile espansione, runa Odinla runa bianca. Non ha alcuna pronuncia e non fa parte dell’alfabeto runico. La sua energia va messa in relazione con le altre rune. Simboleggia il silenzio, la pagina bianca ancora da scrivere. È il caos, il destino, l’ignoto. Nella nostra vita è l’essenza più profonda perché rappresenta l’inconscio e la fase in cui il pensiero non è organizzato. La sua energia è connessa con i bisogni primari, l’istinto, la fase preverbale. Per questo è necessario indirizzare bene le nostre pulsioni che altrimenti potrebbero essere autodistruttive. Usandole bene invece sono motivo di crescita e trasformazioni positive. Ci invita alla prudenza e alla consapevolezza dei nostri limiti accettando l’imprevisto con coraggio ed equilibrio. Odin, quando è vicina ad un’altra runa, ne rovescia le certezze e quindi è compito nostro accogliere e utilizzare questa forza. Impresa non facile ma da compiere giorno per giorno.

Per concludere

I Vichinghi e la loro cultura costituiscono un mondo ricco e affascinante. Ricco per la varietà dei loro usi costumi tradizioni, affascinante per il loro modo di pensare e di essere tanto contraddittorio quanto coerente nella loro visione del mondo e della realtà quotidiana (sono infatti saccheggiatori e poeti, distruttori di cose e uomini e insieme costruttori di pensiero umano e profondo, basti pensare alle rune).

È indiscutibile che siano stati un popolo di saccheggiatori, ma è altrettanto vero che nelle loro scorribande hanno anche saputo rispettare e difendere le popolazioni invase, come nel caso dei francesi. Non a caso i loro costumi sono stati spesso emulati.  Il loro modo di vivere e organizzarsi denota un grande senso della collettività, della comunità, dell’appartenenza, della tradizione sempre presente nella vita quotidiana, valori spunto di riflessione per la nostra contemporaneità.

La loro lungimiranza si esprime sia nella visione del loro mondo interno, sia nel rapporto con le popolazioni con cui sono venute a contatto. Dagli altri non prendevano solo merci e beni materiali ma apprendevano valori e conoscenze. Non a caso la loro maggiore divinità Odino si batte e muore per la conoscenza. Nella loro cultura caratteristiche rilevanti sono l’animismo (pietre e alberi parlanti), le frequente presenza dell’elemento mostruoso, le metamorfosi frequenti e soprattutto la visione circolare del mondo assieme a un forte senso dell’infinito.

Infine la saggezza contenuta e scritta nel loro alfabeto: le Rune. È difficile trovare un alfabeto così singolare e originale. Le Rune sono sì lettere, ma sono soprattutto corpi contenenti concezioni riguardanti la vita quotidiana, messaggi, indicazioni, ammonimenti, presagi, espressione di una saggezza profonda e lungimirante. Un alfabeto pieno cui attingere non solo per comunicare, ma soprattutto per esprimere il pensiero come guida per il vivere quotidiano. Ed è proprio dal loro alfabeto che dovremmo partire nella lettura del mondo vero dei Vichinghi.